LA MIA CITTA’

Voghera (Vughera in dialetto oltrepadano, anticamente Forum Iulii Iriensium) è un comune italiano di 40.053 abitanti della provincia di Pavia inLombardia. È il terzo comune della provincia per popolazione, dopo Pavia e Vigevano.

È il centro principale dell’Oltrepò Pavese e rappresenta un importante nodo ferroviario e stradale ed un rinomato centro vinicolo e industriale. Sorge sulle rive del torrente Staffora, al suo affacciarsi al piano dopo aver solcato l’Appennino con una lunga valle.

La città si trova all’altezza del 45º parallelo che è segnalato, sull’autostrada A21 Torino-Piacenza, nei pressi di Voghera da un cartellone che sovrasta le due carreggiate autostradali.

Stando alla media calcolata nel trentennio 19611990, il mese più freddo (gennaio) registra una temperatura media di 0,3 °C, mentre quello più caldo (luglio) +23,1 °C. Le precipitazioni medie annue si aggirano tra i 650 e i 700 mm, con picco in autunno.

I primi insediamenti sul territorio ora occupato da Voghera risalgono al Neolitico e sono dovuti, probabilmente, al clima mite e alla presenza di corsi d’acqua.

L’antica Voghera viene riconosciuta nella romana Iria, erede di un precedente villaggio abitato da popolazioni iberiche, celtiche e da Liguri Iriati (da cui ebbe origine il toponimo).

Nel corso degli anni è probabile che l’insediamento venne ripetutamente devastato dal passaggio di vari eserciti, tra i quali quelli di Magno Massimo(387 d.C.), di Attila (452), dei Burgundi e dei Rugi (fine IV secolo), e più volte ricostruito.

Alla fine del VI secolo Iria ritorna ad essere un villaggio, un “vicus” per l’appunto, ed è in questo periodo che il nome si modifica, dando origine a quello attuale: “Vicus Iriae” poi volgarizzato in “Vicus Eira” e quindi “Viqueria”. Il borgo medioevale viene edificato sui resti dell’antica colonia romana. Alcuni storici non concordano sull’identificazione di Voghera con l’antica città di Iria ma sostengono che quest’ultima si identifichi con il vicino abitato di Castelnuovo Scrivia il quale in età romana godeva di maggiore importanza rispetto a Voghera che allora era un semplice vicus.

Durante il VII e l’VIII secolo il nucleo urbano, a causa dei benefici della vicinanza della capitale longobarda (Pavia), si sviluppa sul vecchio “castrum” e vede sorgere le prime opere di fortificazione. La sua principale fonte di irrigazione è data dal torrente Staffora (da “stat foras”, così denominato per il suo continuo straripare o più probabilmente dal longobardo “staffil”, cippo di confine, per la sua sorgente sul monte Chiappo, cippo di confine tra varie regioni) e dalla sua derivazione, il canale Lagozzo che serve ad alimentare i nove mulini presenti nel borgo.

Nel 774, con la sottomissione del Regno Longobardo a Carlo Magno ed in base alla nuova suddivisione in contee, il borgo di Viqueria viene annesso alladiocesi di Tortona.

È in questo periodo che Voghera, oltre a divenire un centro di intensi scambi commerciali, sede di mercati settimanali e di almeno due fiere annuali, vede accrescere la sua importanza come luogo di transito e di sosta per i pellegrini diretti in Terra Santa e a Roma. Ne sono prova la presenza di molti ospedali, di ricoveri per viandanti e la morte di San Bovo, avvenuta nel 986 di ritorno da un pellegrinaggio a Roma.

Per Voghera transitava la via del sale lombarda controllata dai Malaspina, percorsa da colonne di muli che partendo da Pavia percorrendo la valleStaffora raggiungevano Genova attraverso il passo del Giovà e il monte Antola.

Sotto il regno di Arrigo VI (figlio del Barbarossa) il borgo si emancipa dal potere vescovile, aumentando così la sua autonomia. Comprova una ulteriore possibilità di autonomia il documento pergamenaceo dato in Pavia il 26 giugno 1271 (conservato presso l’Archivio storico del comune di Voghera), dal quale risulta che il comune di Pavia ha venduto alla comunità di Voghera il diritto di eleggersi il podestà (ed i consoli di giustizia), con decorrenza dal 1º gennaio 1272, con riserva di riscattare tale diritto.

Dal 1358 Voghera passa sotto il dominio dei Visconti;, fa eccezione il periodo maggio 1363 – luglio 1364, nel quale viene occupata dal marchese di Monferrato. Nel 1361 i Visconti fortificano il borgo, circondandolo di mura e fossato e dando inizio alla costruzione del castello, con imposizione ai comuni di CasteggioBroniCaseiMontebello Della BattagliaRovescalaNazzanoOlivaPietraFortunagoMontaltoMondondoneSanta Giuletta,Gerola e Sale di contribuire all’esecuzione di quelle opere.

Infeudata nel 1436 da Filippo Maria Visconti alla famiglia Dal Verme conti di Bobbio e di Voghera, e poi dal 1516 marchesato di Bobbio; essa rimane terra del Ducato di Milano anche con gli Sforza e conFilippo II re di Spagna (1598). Con il decadere della sovranità spagnola passa sotto quella austriaca fino al 1743 quando, in forza del trattato di Worms (1743), entra a far parte del Regno di Sardegna, sotto Carlo Emanuele III, che eleva nel 1748 Voghera a capoluogo della provincia vogherese comprendente parte dell’Oltrepò e il Siccomario, provincia che resterà tale dal 1748 fino al 1859.

L’8 giugno 1770, con Patente Reale 112 – reg.43 –, il Re di Sardegna, riordinando amministrativamente lo Stato, eleva Voghera da borgo a città.

Con l’occupazione francese (1796) Voghera, come capoluogo di circondario, appartiene prima al dipartimento di Marengo e poi a quello di Genova. Il 22 giugno 1815, a seguito della restaurazione sabauda, ritorna al Piemonte (nuovamente come Provincia) dopo l’annessione della Lombardia al Piemonte (1859), la Provincia di Voghera, insieme alle vicine province di Lomellina e di Bobbio, entra a far parte (come circondario) dei territori con i quali viene costituita la provincia di Pavia.

Il XIX secolo, anche a seguito del grande aumento demografico, vede necessaria ed urgente la stesura di un piano regolatore (1835), la progettazione di opere di abbellimento e di ornato che permettono l’ampliamento, il rinnovamento e l’ammodernamento della città. Pertanto vengono abbattute la mura (1821 – 1830) e sul loro tracciato si sviluppa l’attuale circonvallazione interna. Durante il secolo appena trascorso tale sviluppo architettonico e demografico si è intensificato, così come la modernizzazione della città, corredata da grandi opere strutturali e viarie.

Venne duramente colpita dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, a causa della sua posizione “strategica” all’incrocio tra le direttrici Milano-Genova e Torino-Bologna.

Fu teatro, il 31 maggio 1962, di un grave incidente ferroviario (vedi Incidente ferroviario di Voghera) nel quale perirono 63 persone.

Per mostrare fedeltà a Federico Barbarossa il Comune di Voghera utilizzò come stemma, sovrastato da una corona, su sfondo rosso e posato su sbarre bianche e nere, il capo dell’impero arma del S.R.I: l’aquila. Tuttavia, negli anni Trenta del ‘900 vi furono apportate delle modifiche: sottostante il capo dell’Impero fu riprodotto, come prevista da una legge il capo del Littorio;

  • Le sbarre bianche furono sostituite da quelle color argento;
  • Sotto di esse fu posizionata una zona di colore rosso che termina a punta;
  • È presente una scritta bianca su sfondo blu nella zona sottostante il disegno con scritto: “Signo Sacrati Imperii Durabit Viqueria tempore longo si sciet vivere cauta” (spesso abbreviata in “Signo Sacrati Imperii Durabit Viqueria”)
  • Un ramo di alloro legato con uno di quercia tramite un nastro tricolore.

Importanti monumenti della città sono:

Personalità legate a VogherA

CLICCA QUI PER SCARICARE LA MAPPA DI VOGHERA

COME ARRIVARE:


Visualizzazione ingrandita della mappa