A Natale doniamo al nostro popolo

Hands holding a gift box isolated on black backgroundNatale è alle porte, siamo tutti un po’ più buoni e concilianti , veniamo assaliti da ricordi che in positivo o in negativo hanno segnato la nostra esistenza, e in virtù di queste esperienze passate, a tratti il Natale presente ci sembra meno bello dei precedenti. Ma siamo solo cambiati  noi, abbiamo aggiunto alla nostra vita un altro anno di esperienze. In questo contesto ci viene da essere più generosi nei confronti del prossimo che è stato meno fortunato di noi. L’attuale crisi economica che sta attraversando l’Italia, ci sta portando a scoprire realtà che forse non conoscevamo e che  sono  vicine a noi, anche se alcune volte i media ci portano a pensare che le persone in difficoltà siano solo in paesi lontani. Il mio appello è per tutte le persone che vogliono ,a qualsiasi titolo ,economicamente o attraverso donazione di alimenti,  di ascoltare le richieste di aiuto che vengono  dalle realtà locali, anche perché possiamo portare soddisfazioni in famiglie native  del nostro territorio ed avere una rispondenza immediata della nostra azione . Oggi dobbiamo essere forse un po’ “campalinisti”, proprio per far sì che il nostro territorio abbia sempre meno persone che sentono il disagio della perdita di una qualsiasi forma di sostentamento economico e morale,  ricreando in loro la voglia di ricominciare a vivere, supportati da un “amico” che è vicino a loro sempre.

25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

violenza-donneIl 25 novembre è una data  simbolica, in ricordo dell’assassinio avvenuto nel 1960, nella Repubblica Domenicana, delle tre sorelle Mirabal, torturate e strangolate per la loro opposizione alla dittatura trentennale di Rafael Leonidas Trujillo. Guardando i dati che ci propongono alcune testate giornalistiche, il “fenomeno” della violenza sulle donne è un serio argomento su cui riflettere e prendere dei seri provvedimenti. Nei primi 6 mesi del 2013, in Italia, sono morte 81 donne per mano di mariti, familiari, compagni e conoscenti. Secondo l’Istat, in Italia  le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito una qualche forma di violenza sono 6 milioni e 743 mila, il 31,9 % del totale: una su tre. Cosa  spinge gli uomini a comportarsi così brutalmente nei confronti delle  donne che forse un tempo hanno amato o voluto bene? Forse l’idea di  essere considerati “inferiori” mentalmente o forse perché non riescono ad arrendersi all’idea che la loro storia “d’amore” sia finita e che la donna che loro “pensano” di amare possa essere posseduta da  un altro uomo e quindi  l’impotenza nel reagire ad una sconfitta personale. Questi “mostri” tentano con questi gesti osceni  di affermare la propria supremazia, che poi è solo fisica, sulla donna non essendo in grado di essere superiori psicologicamente, supremazia che qualsivoglia dire, rimane figlia di un retaggio culturale ormai superato. Noi uomini invece in questa giornata, dobbiamo riflettere sul rapporto uomo-donna in modo da entrare nella nostra coscienza e non considerare la donna come un oggetto da usare quando ci serve, ma renderla  parte integrante della nostra vita e considerarla come una risorsa importante , visto il nostro  istinto naturale  nell’affrontare le problematiche di tutti i giorni.    Il punto di vista di una donna “ingentilisce” e rende lungimiranti i nostri pensieri, le nostre decisioni, i nostri propositi. Questi  uomini,  devono capire, che né la forza né la brutalità può far tornare quel “sentimento” che ha unito la coppia in precedenza, ma bensì dovrebbero accettare la realtà e reagire in altro modo al dolore dell’abbandono e della perdita del loro “amore”.

La famiglia, base della vita

famiglia2Le prime parole che dice un bambino sono “ma…ma”  e  “pa…pà”, questo succede da sempre, cioè da quando il mondo si è dato delle regole. Oggi invece qualcuno vorrebbe discriminare la mamma e il papà; verrebbe da dire : “ma cosa dici, lo si fa per non far sentire diverse le coppie non composte da uomo e donna”. Ma allora perché vogliamo far sentire diversi i papà e le mamme? Oggi tutti difendiamo i “diversi”,  è giusto, anzi giustissimo, ma non estremizziamo i comportamenti che sono alla base della famiglia, non creiamo “noi adulti” ai giovani ulteriori dubbi e incertezze,  che oggi già  con internet ne sono soggetti alquanto. Diamo  loro delle regole etiche e morali, cioè semplicemente,  che, si nasce da una donna che loro chiameranno, per sempre, “MAMMA” e che l’uomo con cui ella ha concepito la creatura verrà sempre  chiamato “PAPA’”. Li aiuteremo per un sereno sviluppo psicologico ed emotivo futuro.

Nassiriya, 10 anni dalla strage

caduti_nassiriya1Oggi 12 novembre 2013, sono passati 10 anni dalla strage di Nassiriya. Strage che ha fatto riscoprire nei nostri cuori il significato “dell’appartenenza ad una nazione” il sentirsi partecipe di una comunità che crede nel significato della Patria unita da stessi ideali e stesse tradizioni, ma sempre con lo spirito altruistico che ci contraddistingue in ogni parte del mondo. Il messaggio che ci deve trasmettere il sacrificio di questi italiani, e quello che il senso di Patria deve albergare in noi e deve essere trasmesso alle future generazioni. Questo “PATRIOTTISMO” deve aiutarci sempre, anche in periodi difficili della nostra Repubblica, a rialzarci ogni volta che per qualsiasi motivi veniamo messi a dura prova dagli eventi della vita, affinchè ogni italiano sia sempre e dovunque orgoglioso di essere nato in “ITALIA”.